Prendendo spunto da questo post, ecco sette cose che (forse) non sapete di me:
1) guido (poco) con una certa regolarità da meno di due anni, pur avendo la patente da moltissimo tempo; un po' perché non ne ho mai avuto realmente bisogno, un po' perché mi mette in ansia: ho sempre associato l'eccessiva passione per le auto e per la guida ad un atteggiamento aggressivo e prevaricatore, che fondamentalmente disprezzo; dal canto mio, concepisco le auto solo per la loro utilità e per niente altro;

2) questo si sarà già capito: passo molto del mio tempo ad ascoltare musica; però è fondamentale che trasmetta qualcosa a livello emotivo, per cui non mi accontento della prima cosa che si può ascoltare alla radio. In generale vale la regola "mi struggo e mi rilasso", cioè in genere tanto più il suono è decadente, etereo, sommesso e tanto meglio mi sento; inoltre, la devo ascoltare in posti che ritengo adatti, di fatto o a casa o in treno, altrimenti mi sembra di sprecarla;
3) non mi piacciono gli ornamenti inutili sul corpo delle persone: non solo piercing e tatuaggi, ma nemmeno anelli, bracciali e collane, per i quali ho una profonda avversione; non sopporto nemmeno le cose che stringono il collo, quindi finché posso evito le cravatte e soprattutto i maglioni dolcevita; uso però le sciarpe;
4) sono appassionato di botanica e di ornitologia (in senso PROPRIO); in particolare, mi piacciono i fiori delle bulbose, e ne ho una buona collezione;
5) sono abbastanza indolente dal punto di vista fisico, ma piuttosto reattivo da quello psichico: generalmente, tento di contrastare i pensieri, i comportamenti e le sensazioni negative agendo direttamente sulle cause o sulle persone che le generano (devo dire che con le persone mi riesce meglio perchè semplicemente me le tolgo di torno senza problemi o non lascio loro spazio per continuare ad interagire come vorrebbero loro, mentre quando il problema nasce da me so che ci può stare il fallimento, allora ne prendo atto e vado avanti con la consapevolezza di aver scoperto un altro mio limite); in ogni caso, non sono mai soluzioni a costo zero, ma quando riesco a venirne fuori sono ampiamente ripagato;
6) sono molto curioso e tendenzialmente ben disposto verso il prossimo, mi piace osservare le persone, anche quelle che non conosco, rilevare i dettagli del loro comportamento e distinguere quelli insignificanti da quelli rivelatori. E' una tecnica che mi serve anche sul lavoro, e trovo aiuti molto a comprendere le persone e ad andare loro incontro (o a lasciarle definitivamente perdere);
7) tendo a modificare, in senso fisico, gli ambienti in cui mi trovo a vivere; l'obiettivo è quello di costruire un habitat in cui sentirmi a mio agio: non potrei mai affidarmi ad un arredatore per ammobiliare la casa, perché credo che la strutturazione dello spazio vitale sia una fondamentale forma d'espressione personale, almeno quanto il modo di vestire e di comportarsi. Gli oggetti, i mobili, i colori devono significare qualcosa (esattamente come succede con la musica), dal punto di vista estetico, affettivo o simbolico, il problema è che mi rendo conto che questo è un processo che andrà avanti all'infinito, e la casa, in particolare il soggiorno, a distanza di undici anni è ancora un cantiere...
1) guido (poco) con una certa regolarità da meno di due anni, pur avendo la patente da moltissimo tempo; un po' perché non ne ho mai avuto realmente bisogno, un po' perché mi mette in ansia: ho sempre associato l'eccessiva passione per le auto e per la guida ad un atteggiamento aggressivo e prevaricatore, che fondamentalmente disprezzo; dal canto mio, concepisco le auto solo per la loro utilità e per niente altro;

2) questo si sarà già capito: passo molto del mio tempo ad ascoltare musica; però è fondamentale che trasmetta qualcosa a livello emotivo, per cui non mi accontento della prima cosa che si può ascoltare alla radio. In generale vale la regola "mi struggo e mi rilasso", cioè in genere tanto più il suono è decadente, etereo, sommesso e tanto meglio mi sento; inoltre, la devo ascoltare in posti che ritengo adatti, di fatto o a casa o in treno, altrimenti mi sembra di sprecarla;
3) non mi piacciono gli ornamenti inutili sul corpo delle persone: non solo piercing e tatuaggi, ma nemmeno anelli, bracciali e collane, per i quali ho una profonda avversione; non sopporto nemmeno le cose che stringono il collo, quindi finché posso evito le cravatte e soprattutto i maglioni dolcevita; uso però le sciarpe;
4) sono appassionato di botanica e di ornitologia (in senso PROPRIO); in particolare, mi piacciono i fiori delle bulbose, e ne ho una buona collezione;
5) sono abbastanza indolente dal punto di vista fisico, ma piuttosto reattivo da quello psichico: generalmente, tento di contrastare i pensieri, i comportamenti e le sensazioni negative agendo direttamente sulle cause o sulle persone che le generano (devo dire che con le persone mi riesce meglio perchè semplicemente me le tolgo di torno senza problemi o non lascio loro spazio per continuare ad interagire come vorrebbero loro, mentre quando il problema nasce da me so che ci può stare il fallimento, allora ne prendo atto e vado avanti con la consapevolezza di aver scoperto un altro mio limite); in ogni caso, non sono mai soluzioni a costo zero, ma quando riesco a venirne fuori sono ampiamente ripagato;
6) sono molto curioso e tendenzialmente ben disposto verso il prossimo, mi piace osservare le persone, anche quelle che non conosco, rilevare i dettagli del loro comportamento e distinguere quelli insignificanti da quelli rivelatori. E' una tecnica che mi serve anche sul lavoro, e trovo aiuti molto a comprendere le persone e ad andare loro incontro (o a lasciarle definitivamente perdere);
7) tendo a modificare, in senso fisico, gli ambienti in cui mi trovo a vivere; l'obiettivo è quello di costruire un habitat in cui sentirmi a mio agio: non potrei mai affidarmi ad un arredatore per ammobiliare la casa, perché credo che la strutturazione dello spazio vitale sia una fondamentale forma d'espressione personale, almeno quanto il modo di vestire e di comportarsi. Gli oggetti, i mobili, i colori devono significare qualcosa (esattamente come succede con la musica), dal punto di vista estetico, affettivo o simbolico, il problema è che mi rendo conto che questo è un processo che andrà avanti all'infinito, e la casa, in particolare il soggiorno, a distanza di undici anni è ancora un cantiere...
8 commenti:
:)
Grazie per averle condivise con noi :)
Alcune cose cellò anch'io (musica, osservazione persone, ornitologia), altre proprio no, come la botanica e la trasformazione degli ambienti (quest'ultima forse perché non ho mai avuto una casa mia mia). Comunque da quello che scrivi traspare una grande serenità, invidiabile. Ma forse viene con 'età...
Perfidone
@ Maggese: forse sì, l'età può contribuire a modificare l'atteggiamento delle persone verso la vita; però, extra post, mi viene da fare un'altra cosiderazione, cioè che l'età non arrivi a cambiarne il carattere: se uno nasce stronzo morirà stronzo, così come se uno è saggio da vecchio lo sarà stato anche da giovane, e così via.
Ok, ora ti conosciamo un po' di più e ha ragione Maggese... trasmetti serenità.
Io porto la fede "nuziale"... dimmi che non la ritieni un ornamento inutile. ;-)
Ho scoperto solo qualche minuto fa di essere stato linkato alla voce "cronache rettoriane".
Grazie, ricambierò.
@ Vanity Hair: la fede ha un valore simbolico, che trascende la sua funzione decorativa; la mia insofferenza agli anelli deriva principalmente dal fatto che ho paura di non riuscire a toglierli, e mi danno un senso di costrizione e fastidio, esattamente come i maglioni dolcevita; a onor del vero, credo poi che questo atteggiamento sia, almeno in parte, di origine fobica.
La Rettore è stata il mio secondo amore musicale (il primo fu la Caselli, agli anni dell'asilo), ma fu la prima passione vissuta in modo veramente "consapevole" .
Il mio amore pre-Rettore è stata la Rotolo e prima di lei probabilmente (a un certo punto credo di aver resettato) la Cinquetti e le vocalist della Schola Cantorum.
Schola Cantorum: sìsì, il gruppo lo ricordo...
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