Visualizzazione post con etichetta flowers. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta flowers. Mostra tutti i post

domenica 1 novembre 2009

ULTIMI REGALI DAL GIARDINO

Un po' perchè si avvicina il 2 novembre, un po' perchè alcune circostanze sembravano indirizzarmi in quella direzione, oggi pensavo di scrivere un post sui distacchi e sulle separazioni, siano essi più o meno definitivi; però dopo essere tornato nella casa cittadina e aver letto il post di Rosa, mi sono reso conto di non poter aggiungere granché a quando scritto da lei.
Sono tornato a Padova dal week end prealpino con un mazzo di fiori: nerine, che ogni anno, puntualissime, fioriscono in questo periodo, due boccioli di rose gialle e, inaspettato, un bel gladiolo color salmone, già notato due settimane fa quando la spiga ancora chiusa non lasciava nemmeno intravedere il colore dei petali, e ritrovato fiorito adesso; così come per gli altri fiori, ho preferito tagliarlo e portarlo con me per aver la possibilità di godere, anche in città, di queste ultime preziosissime fioriture.
Quando mi sono messo a sistemare i fiori in vaso, la scoperta: il gladiolo non solo è singolare perchè sbocciato fuori stagione ma anche per l'infiorescenza, che botanicamente dovrebbe essere una spiga con i singoli fiori alternati a destra e a sinistra rispetto all'asse centrale ma TUTTI con lo stesso orientamento.

Qui invece il primo dei dodici fiori è aperto in direzione opposta rispetto agli altri, come se non avesse saputo che per godere del calore e della luce avrebbe dovuto girarsi dall'altra parte; spontaneamente, mi è venuto da pensare che la stessa cosa può capitare alle persone: la maggior parte riesce ad agire effettivamente per il perseguimento del proprio benessere, ma alcuni non ne sembrano capaci, sanno che il sole sta dietro ma continuano a guardare nel verso contrario, senza poterne fare a meno e anzi rammaricandosi e soffrendo per questo. E spesso questo capita a chi meno se lo merita, proprio come nel caso del gladiolo e del suo primo fiore, il più grande e bello.

Ora il gladiolo è tagliato e nell' aiuola lungo il vialetto è rimasto il bulbo; fra un anno, sarà pronto a rifiorire e sarò curioso di vedere se il primo fiore guarderà verso la luce o se sarà ancora rivolto all'indietro; io intanto, per fissare più a lungo la bellezza dei fiori offerti da quest'autunno mite, ho tagliato gli anemoni e le pratoline e li ho messi a seccare nella carta assorbente.

domenica 2 agosto 2009

CAPPELLE

Seppur con colpevole ritardo, devo segnalare che il ritrovo della settimana scorsa (vedi post sotto) è stato anche caratterizzato da due mie mezze cappelle.
La prima riguarda le fasi lunari: ad un certo punto della serata infatti risultava ben visibile in cielo uno spicchio di luna, illuminato nel lato est. Qualcuno si domandò se la luna fosse in fase calante o crescente. Memore del detto "gobba a levante luna calante, gobba a ponente luna crescente", io (ma anche il signor Gan) sostenevo che fosse in fase calante, mentre il signor Byb sosteneva fosse in fase crescente sulla base di argomentazioni riferita alle sue zone di luce in relazione ai diversi punti cardinali; un calendario diede ragione a Byb, ma non mi convincevo del fatto che un proverbio arcinoto potesse toppare così alla grande: la spiegazione l'ho trovata qui. Di fatto hanno ragione tanto Byb quanto il proverbio, l'equivoco nasce dal fatto che la "gobba" della luna non è l'arco esterno della parte illuminata, come credevamo io e Gan, ma la parte IN OMBRA, situata a ponente, quindi la luna era crescente.
Il giorno dopo, mentre con Rosa, Edgar, Poto e Gan passeggiavamo alla Pescheria di Treviso, ci imbattemmo in un'aiuola con degli strani fiori. Da qui la seconda cappella, molto più grave dal mio punto di vista perchè avvenuta in campo botanico. Non resistendo alla tentazione di fare la professoressa, a colpo sicuro indicai le piante come degli orobanche,

piante parassite " le cui INFIORESCENZE furono prese a riferimento dai Greci per i decori dei capitelli delle colonne corinzie". Rosa e Poto, giustamente, mi fecero ricordare come fossero le FOGLIE dell' acanto
a venir prese a modello; effettivamente quelle insolite piante erano piante di acanto, e l'orobanche non c'entrava nulla. Qui l'unica attenuante sta nel fatto che i fiori hanno forma simile (o forse nel fatto che ad una certa età la lucidità mentale comincia a venire meno?)

domenica 3 maggio 2009